sabato 22 marzo 2014

Metallica: l'inconscio che parla


Hey, I'm your life
I'm the one who takes you there
Hey, I'm your life
I'm the one who cares
They, they betray
I'm your only true friend now
They, they'll betray
I'm forever there
I'm your dream, make you real
I'm your eyes when you must steal
I'm your pain when you can't feel, sad but true
I'm your dream, mind astray
I'm your eyes while you're away
I'm your pain while you repay
You know it's sad but true, sad but true

You, you're my mask
You're my cover, my shelter
You, you're my mask
You're the one who's blamed
Do, do my work
Do my dirty work, scapegoat
Do, do my deeds, for you're the one who's shamed
I'm your dream, make you real
I'm your eyes when you must steal
I'm your pain when you can't feel, sad but true
I'm your dream, mind astray
I'm your eyes while you're away
I'm your pain while you repay
You know it's sad but true, sad but true

I'm your dream
I'm your eyes
I'm your pain
I'm your dream (I'm your dream)
I'm your eyes (I'm your eyes)
I'm your pain (I'm your pain)
You know it's sad but true

Hate, I'm your hate
I'm your hate when you want love
Pay, pay the price
Pay for nothing's fair
Hey, I'm your life
I'm the one who took you here
Hey, I'm you life and I no longer care
I'm your dream, make you real
I'm your eyes when you must steal
I'm your pain when you can't feel, sad but true
I'm your truth, telling lies
I'm your reasoned alibis
I'm inside open your eyes
I'm you, sad but true.
Leggendo il testo prima facie le parole possono sembrare abbastanza chiare nel loro contenuto espressivo. Ma volendo applicare una metalettura piu' articolata, seguendo riferimenti specificatamente hegeliani e lacaniani le liriche assumono una nuova dimensione ben piu' traumatica che ad una lettura scorrevole e superficiale delle stesse. Si tratta e credo che questo sia abbastanza evidente di un dialogo fra tue componenti della personalita' dell'artista in apparente antitesi fra loro. Una dominante ed una sub iecta , passiva. Nella modalita' analitica che ho deciso di adottare quindi questa separazione, questa scissione in due dell'identita' del soggetto e' fondamentale e strutturale, nel senso che assume i principi di universalita' riferibile a tutte le identita' che di fondo sono in toto lacerate e divise internamente. Nel pratico da una parte abbiamo la parte simbolica del soggetto, quella che si adegua al principio di realta' e a tutte le convenzioni sociali. Chiamamola la parte pubblica che sottosta' all'ordine simbolico di lacaniana memoria, il Grande Altro. Dall'altra si ha invece la parte inconscia, piu' spiccatamente radicale del soggetto, il desiderio pulsionale sottostante alla ipocrita versione edulcorata e illusoria del soggetto incastonato nelle regole del sociale. Queste due parti iniziano nel testo del pezzo subito ad avere un dialogo, anche se a ben vedere si tratta piu' di un quasi monologo della parte inconscia che violentemente vuole prendere il sopravvento su quella conscia. E' in ballo il potere sulla identita' dell'artista e la posta e' quindi molto importante. L'inconscio pulsionale spinge, attacca radicalmente con una tattica dura, spietata, ma allo stesso tempo seducente la parte portatrice di una identita' razionalmente sussumibile. Di fatti la track parte subito diretta in questo senso con un invettiva di quello che da ora chiamero' A, cioe' il desiderio pulsionale nella sua traumatica dimension reale, quasi una versione vendicativa e cinica dell'es che si sente tradito e zittito da B, cioe' dellla faccia sociale dell'io inscritta nell'ordine simbolico del mondo, la pubblica e politically correct versione della persona che si piega alle regole per esigenze razional sociali contro cui l'invettiva di cui sopra e' rivolta. Hey, rivendica A, e qui passo a parafrasare il testo della canzone, sono la tua vita, sono cio' che ti sostanzia, che ha cura di te, loro (l'alterita) ti tradiscono, sono il tuo unico amico ora, ci saro' sempre per te, sono il tuo sogno realizzato, i tuoi occhi che rubano percazioni, il dolore che non puoi sentire, triste ma vero. Quindi rassegnati! Dice A, il mondo ti e' contro, gli altri ti faranno sempre del male, solo io posso esserti vicino e proteggerti. E ancora, sono il tuo sogno quando la mente e' lontana, i tuoi occhi quando tu sei cieco e non ti accorgi di cio' che accade, il tuo dolore quando fai penitenza, triste ma vero. Poi prende parola B e dice, tu, rivolto a A, tu sei la mia maschera, la mia coperta e il mio sollievo, se cio che si carica delle le mie colpe, fai il lavoro sporco per me assumendotene la responsabilita'. E' come se B, la parte razionale appesantita dai carichi della vita pubblica, repressa dai divieti sociali, esausta da un continuo fingere inneggiasse ad A, desiderio inconscio pulsante per una emancipazione agognata. Ed A, come se non aspettasse altro risponde subito con spirito invasivo e predatorio, sono il tuo sogno, i tuoi occhi, il tuo dolore, di fondo sono la verita' del tuo sentire messa da parte e taciuta per anni, il che chiarisce e tradisce la voglia del livore accumulato dal desiderio sempre negato e accantonato a favore del vivere regolato e normalizzante della societas occidentale di esprimersi liberamente.A seguire, A continua, sono l'odio quando vuoi amare, il tuo odio, paga il prezzo, rivolto a B, perche' non vi e' nulla di gratuito, in una chiare dinamica vendicativa di risentimento, hey sono la tua vita, sono cio'che ti sostanzia e stanco ora A mostra tutta la sua amarezza per essere stato svilito e zittito per anni e dice sono la tua vita che non si ama piu' caro B, sono la tua verita' che dice bugie, i tuoi alibi confezionati ad hoc, ti sono dentro, svegliati. Sono te!! Triste ma vero. Tirando un po' le fila del discorso alla fin fine abbiamo una parte razionale del se stanca di indossare mille maschere e di doversi adattare alle necessita' delle convenzioni e una parte inconscia desiderante repressa per anni che invoca liberta' espressiva, inbestialita da una prigionia troppo lunga. Entrambe dunque sono piene di rabbia e triste, ma vero vivono una condizione di reciproca impotenza in un circolo vizioso di negazione e falsita'. L'imbarbarimento dell'io e' completo e l'equilibrio fra ragione e sentimento una utopia. In tale contasto vendicativo, violento, sottomesso e rabbioso allo stesso tempo la vita si chiude su stessa e implode in un dialogo sterile di radicale mutilazione emotiva. Non a caso l'artista nel pezzo si riferisce alla sua dipendemza da droghe, che lui stesso identifica in A, unica forma di oblio pseudo liberatorio ma ancora portatore di istanze di diniego della necessita' di vivere il desiderio, ance e soprattutto nella sua versione scabrosa, indecente e radicale ATTRAVERSO la legge simbolica, coie' la castrazione freudiana. Spazio di attraversamento, lougo di maturazione espressiva, completamente assente nel mondo di riferimento della canzone che Sad but true, triste ma vero e' un continuo bambinesco rimando ad una emancipazione dalla traumaticita' consustanziale della vita, qui adolescenzialmente evitata.

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